La “MONETA ENERGETICA”

La “MONETA ENERGETICA”

La “MONETA ENERGETICA”

L’energia prodotta dal corpo umano serve a far fronte sostanzialmente al fabbisogno:
- del metabolismo a riposo;
- dell’esercizio fisico, che si esplica in particolare con l’attività dei muscoli scheletrici.
Prima di parlare dell’ATP, che funge da accumulatore finale, vediamo come le componenti alimentari si trasformano in energia.
Se focalizziamo l’attenzione sul punto di partenza, il composto organico (carboidrati e grassi) contenuto nel cibo, che rappresenta il combustibile, e quello di arrivo, la contrazione del muscolo che provoca il movimento, la prima idea che viene in mente è quella di accostare il corpo umano ad un motore termico. Del resto, i combustibili che fanno funzionare l’uno e l’altro non si chiamano quasi allo stesso modo, carbo-idrati in un caso e idro-carburi nell’altro, cioè composti di idrogeno e di carbonio? E nell’uno e nell’altro caso non è forse indispensabile l’ossigeno?
Basta pensarci su un momento per capire che deve esserci una bella differenza tra i rispettivi processi di formazione dell’energia, ecco perchè la tipica frase: “Ha un buon motore” è scientificamente sbagliata, con il dispiacere dei molti che usano questa frase per sottolineare quando un atleta è particolarmente prestante.

Infatti, nel motore termico è l’alta temperatura , di centinaia di gradi, che si instaura a seguito di “esplosioni controllate” (combustione), a far si che il combustibile si degradi subito in scoria, liberando, sotto forma di calore, tutta l’energia a sua volta (in parte) in lavoro che fa muovere un’auto, o girare un generatore di elettricità. Il funzionamento di un motore termico si basa in sostanza sul secondo principio della termodinamica, che stabilisce che il calore si sposta spontaneamente da una temperatura più alta ad una più bassa, e che in questo percorso si trasforma (in parte) in lavoro.
Ma nel nostro organismo la temperatura che si raggiunge è al massimo di una quarantina di gradi, troppo bassa percheè il calore (chemì,anzi, è in buona parte un sottoprodotto che deve essere eliminato dal corpo), possa dar luogo direttamente ad un qualsiasi lavoro.
Ecco allora come vanno le cose nel nostro corpo. I legami con cui le molecole dei composti organici presenti negli alimenti, detti anche substrati metabolici, sono tenute insieme, sono piuttosto deboli e forniscono poca energia quando vengono rotti. E’ perciò necessario che questi composti vengano man mano “demoliti” dando origine di volta in volta ad altre sostanze in una successione di reazioni (processo che si chiamam metabolismo), in modo che dal susseguirsi delle rotture dei legami molecolari si possa estrarre la maggior quantità possibile di energia.
i composti organici subiscono quindi delle “spremiture” successive per estrarne via via dell’energia. Questa operazione è però accompagnata da una notevole sviluppo di calore, che viene disperso, per cui, dell’energia iniziale (le kcal o i kj scritti sull’etichetta delle confezioni dell’alimento), solo una parte viene immagazzianta sotto forma di ATP, da cui viene successivamente “liberata” e resa fruibile per la contrazione dei muscoli e per le altre funzioni dell’organismo. Il ripristino del contenuto energetico dell’ATP avviene attraverso la riscostruzione o risintesi dell’ATP stesso (processo che si chiama fosforilazione).
In conclusione, in un motore termico il combustibile, con il passaggio intermedio ed istantaneo a calore ad alta temperatura, si trasforma direttamente in lavoro, mentre nel corpo umano il combustibile, costituito dagli alimenti, deve essere prima trasformato in energia, che solo successivamente si converte in lavoro.
Questa energia viene prodotta attraverso un processo (ossidazione) accompagnato da sviluppo di calore, accumulata nell’ATP e trasformata per via elettro-chimica in lavoro, sia per le funzioni vitali che per l’esercizio fisico vero e proprio.
Venendo ora all’ATP,che è l’ulòtimo anello della lunga catena di trasformazione dell’energia, si stima che una singola molecola di ATP, mediante un processo di scissione chiamato idrolisi, possa generare da 7.5 a 10 kcal.

Tutto questo per far comprendere come, una singola molecola di ATP, che altro non è che una piccola parte che insieme ad altre costituisce le nostre riserve energetiche e non, possa scatenare una serie di reazioni chimico-fisiche, tali da permetterci di muovere i nostri muscoli scheletrici in maniera più o meno forte e per un tot periodo di tempo, in base alle nostre riserve energetiche, le quali dipendono unicamente da una più o meno coretta alimentazione.


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