INTEGRATORI ALIMENTARI IN ETA’ EVOLUTIVA

INTEGRATORI ALIMENTARI IN ETA’ EVOLUTIVA

INTEGRATORI ALIMENTARI IN ETA’ EVOLUTIVA

Uno degli studi più interessanti presenti in letteratura scientifica sullo spinoso argomento dell’uso degli integratori in età evolutiva, fa riferimento ai dati del National Health and Nutrition Examination Survey 2007-2010, dove sono state osservate le abitudini e le motivazioni di 8245 infanti/bambini/adolescenti (0-19aa) circa il consumo di integratori alimentari.

Il dato generale è che il 31% dei soggetti assume o ha assunto un integratore almeno una volta nei due mesi precedenti allo studio, senza differenze di prevalenza tra i sessi. Dai dati pare che siano più usati dai ragazzi bianchi non ispanici e da quelli con maggiore livello di attività fisica e migliore condizione socio-economica.
Gli integratori alimentari risultati più utilizzati sono i multivitaminici + multiminerali, seguiti dai soli multivitaminici, Vitamina C, prodotti di origine vegetale e Calcio.

Le motivazioni sull’utilizzo sono principalmente per promuovere, migliorare e mantenere un buono stato di salute, oppure per potenziare le difese immunitarie. In minima parte vengono utilizzati per integrare una dieta, mentre solamente per meno dell’1% vengono utilizzati per specifiche patologie o indicazioni terapeutiche.Quindi il dato preoccupante emerge quando si analizza chi ha indicato l’utilizzo dell’integratore: solamente nel 15% dei casi c’è una reale prescrizione da parte di un “operatore sanitario”, nell’85% dei casi invece vengono assunti su consiglio del genitore, parente, caregiver o da qualche altro soggetto privo di formazione specialistica. In una buona percentuale dei casi, il genitore che assume integratori condiziona il figlio sull’utilizzo degli stessi.
L’utilizzo di supplementi alimentari, da soli, fornisce più della metà dei micronutrienti richiesti dall’organismo nella giornata (ad eccezione del calcio); eccessi di introiti nutrizionali si verificano solo con l’Acido Folico, Zinco e Vitamina A. È opportuno ricordare che solo 2 società scientifiche hanno pubblicato linee guida sull’utilizzo di integratori: American Academy Pediatrics sull’utilizzo di Vitamina D e Ferro a partire dal secondo anno di età, e l’American DentalAssociationCouncilScientific Affairs sull’utilizzo di fluoro per prevenire la carie dentale. La decisione di assumere un integratore alimentare quindi, nella maggior parte dei casi, avviene in maniera arbitraria.

La frequenza di consumo e, soprattutto, l’utilizzo senza l’adeguato consiglio specialistico di questi prodotti in un Paese “cultore della libertà” come gli Stati Uniti, sono segnali che devono mettere in allerta la Comunità scientifica. Sarà un fenomeno solo d’oltreoceano, o anche da noi vale la stessa cosa?


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