Bigoressia, Vigoressia o Dismorfismo muscolare

Bigoressia, Vigoressia o Dismorfismo muscolare

Bigoressia, Vigoressia o Dismorfismo muscolare

E’ noto come il mondo dello sport, a tutti i livelli di competitività, si caratterizzi da numerose situazioni border-line come quelle legate al precario stato psicologico dell’atleta.
Disturbi tipici come la depressione, l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa sono stati segnalati numerose volte negli atleti di varie discipline, risultando direttamente correlati a sensibili cali delle capacità performanti ed al generale aggravamento del complessivo stato di salute.
Oltre ai disturbi tipici più frequentemente osservati nella popolazione sportiva, negli ultimi anni è stato possibile identificare un nascente comportamento deviante, classificato dai manuali psichiatrici tra i Disturbi Dismorfici del Corpo, e noto come Bigoressia, Vigoressia o Dismorfismo muscolare.

Caratteristiche del disturbo

Il dismorfismo muscolare è sinteticamente descritto come una condizione caratterizzata da un alterazione della percezione della propria immagina corporea ed in particolare della propria dimensione corporea, solitamente valutata come piccola e debole in soggetti normali o frequentemente in soggetti fortemente muscolari.
Ben definito nel DSM-5 Il Dismorfismo Muscolare è caratterizzato dall’eccessiva preoccupazione del proprio aspetto fisico con la convinzione che il proprio corpo non sia sufficientemente asciutto e muscolare.
Tale preoccupazione oltre all’eccessiva attenzione all’esercizio fisico ed alla dieta è caratterizzata da altri segni tipici quali:

  • Rinunciare ad importanti attività di carattere sociale, lavorativo o ricreativo a causa dell’impellente necessità di mantenere in vita allenamenti e dieta controllata;
  • Evitare attivamente situazioni nelle quali viene esposto il proprio corpo, o provare forte imbarazzo e stress quanto tali situazioni sono inevitabili;
  • Manifestare disagi clinicamente significativi legati all’eccessiva preoccupazione del proprio grasso corporeo, della propria muscolatura e delle dimensioni del proprio fisico;
  • Esercitare una continua azione di controllo sulla dieta e sull’esercizio fisico, con la conseguente comparsa di ulteriori manifestazioni fisiche o psicologiche negative.

Diversi autori invece vedrebbero più appropriato annoverare tale disturbo nella sfera delle patologie ossesivo-compulsive.

Possibili ripercussioni sullo stato di salute

Oltre all’enorme impatto psicologico e sociale, la Bigoressia esporrebbe il paziente affetto a seri problemi di salute generalmente correlati alle condotte devianti assunte.
Tra queste condotte, di particolare rilevanza clinica, e ben caratterizzate anche dal punto di vista scientifico, vi sarebbero:

  • Comportamenti alimentari inappropriati, spesso associati ad alterazioni della funzionalità renale, epatica e cardiovascolare;
  • Allenamenti troppo intensi, responsabili di gravi infortuni;
  • Meccanismi di compenso inadeguati;
  • Over training, con grave calo delle difese immunitarie ed esposizione ad infezioni ricorrenti;
  • Abuso di integratori;
  • Abuso di farmaci, con gravi conseguenze per lo stato di salute sia nel breve che nel lungo termine.

Numerosi lavori inoltre sottolineerebbero la riduzione della qualità di vita di questi utenti, con immediate ripercussioni sull’insorgenza di ulteriori disturbi di natura psicologica e psichiatrica.

Possibile gestione terapeutica

Nonostante la recente introduzione nella manualistica psichiatrica e la sottostimata gravità di questa condizione, la Dismorfia Muscolare è fortunatamente trattabile.
Tutti gli studi sembrano concordi nel ritenere prezioso il ruolo del team managment approach, ossia di un approccio alla patologia multidisciplinare che preveda la stretta interazione tra medici, nutrizionisti, psicologi, psicoterapeuti e riabilitatori.
Molte volte tuttavia tale condizione è ulteriormente complicata dalla coesistenza di altre morbosità quali disturbi della condotta alimentare, dipendenze e sindromi ossessivo-compulsive.
Appare chiara quindi l’importanza dell’approccio psicoterapeutico nella gestione della patologia.


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